Venezia, la perla della laguna veneta

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Turismo

VENEZIA

Venezia è una città diversa da ogni altra al mondo e tutti al mondo ormai lo sanno. Per questo milioni di turisti accorrono qui e si fanno spennare da ristoratori e negozianti.

Ma in fondo non se ne può fare a meno e anche questa è una delle caratteristiche di Venezia centro. Come afferma chi lavora nello sviluppo siti roma, questo luogo è assolutamente unico in tutto il mondo. In fondo una città costruita interamente sull’acqua, invece che sulla terra, non può che essere diversa dalle altre e avere regole di vita diverse dalle altre città.

Come raggiungere Venezia

Come si arriva a Venezia, si viene catturati dalla sua atmosfera, che da subito ci appare magica e diversa da ogni altra città del mondo.

A Venezia non esistono le auto, non esistono nemmeno moto o biciclette. Ci si ritrova invece circondati da palazzi medioevali e canali. L’atmosfera e il paesaggio non sono quelli di una moderna città contemporanea, ma di una città da favola, rimasta immutata dai tempi delle dame e dei cavalieri. Camminando fra le sue vie e le calli, come sono chiamate le vie di Venezia, siamo costantemente circondati da monumenti e chiese che per se stesse sono capolavori da ammirare gratuitamente.

Venezia è anche chiamata la “Città degli innamorati” perché, proprio per il fatto che non esistono le automobili, permette delle passeggiate lunghe e serene avvolti solamente dal suono dell’acqua che lambisce le sue rive. Venezia sembra una fortezza in cui il tempo si sia fermato, in cui non ci sono condomini o autostrade. Senza contare che a Venezia si trovano alcune delle più belle opere originali di molti grandi artisti italiani come Jacopo Tintoretto, G.B. Tiepolo, Tiziano, Veronese, Bellini, Giorgione ecc. nelle sue chiese, nei musei o nei palazzi di Piazza San Marco.

Alla scoperta della “Città degli innamorati”

Oltre ad essere un paradiso per gli amanti dell’arte moderna, Venezia dedica ogni due anni una delle mostre più importanti a livello mondiale all’arte contemporanea: la Biennale di Venezia. Sempre a Venezia è possibile visitare la Peggy Guggenheim Collection, ricca di capolavori di artisti contemporanei.

Ma la particolarità di Venezia non è solo nella sua architettura, per esempio il mezzo di trasporto tipico è la gondola, unica imbarcazione al mondo lunga ben 11 metri e pesante più di 600 Kg a poter esser manovrata con leggerezza e facilità da una sola persona e con un solo remo: è diventata, per milioni di turisti, il simbolo stesso di Venezia.
Un’altra particolarità sono le maschere veneziane, che ora sono usate nei costumi di Carnevale, ma che una volta i veneziani usavano anche durante l’anno e in certi luoghi, una scusa ideale per trascorrere le vacanze a Venezia. Il motivo era il più ovvio, non farsi riconoscere. Ed ecco che, ad esempio, si mascheravano quando partecipavano al Gioco d’Azzardo al Ridotto, perché non volevano essere riconosciuti dai creditori che altrimenti non gli avrebbero dato tregua. Le donne si mascheravano non solo per non farsi riconoscere ma anche per bellezza. Quando si recavano all’Osteria Selvadego si mettevano una maschera di velluto per far risaltare il candore del proprio viso.

Venezia è ricca di locali, bar o trattorie dove le persone possono mangiare i tipici “cicchetti” veneziani e bere degli ottimi spritz, magari ascoltando dell’ottima musica Jazz suonata da musicisti favolosi. E nei ristoranti è possibile assaggiare alcuni piatti tipici, soprattutto a base di pesce, che non mancheranno di soddisfare il vostro palato dopo aver arricchito la vostra mente durante la giornata passata ad ammirare le meraviglie di questa città.

Come scegliere il ferro da stiro ideale

Altro

FERRO

Tra le attività meno amate nel fare i lavori domestici certamente è stirare. Stirare non è un’attività semplice come potrebbe apparire, soprattutto se non si ha un efficiente ferro da stiro ed un adatto asse da stiro questa lavoro può diventare tanto fastidiosa, seccante e snervante.

Tutte le volte che si lavora con un ferro da stiro, bisogna prima conoscere quale tipo di capo stiamo appunto per andare a stirare, quindi quanta potenza e quanto calore sono necessari per non rovinare i nostri tessuti. Inoltre, se il ferro da stiro è dotato di una buona piastra, il lavoro di stiratura risulterà meno difficile perché il ferro da stiro passerà di sicuro meglio sui nostri capi. Molti modelli di ferro da stiro hanno la modalità automatica per il dosaggio di calore e vapore, alcuni hanno la piastra in acciaio inox, alluminio o altre leghe metalliche e su altri modelli, invece, la potenza deve essere impostata manualmente.

Le aziende produttrici di elettrodomestici propongono continuamente in commercio i ferri da stiro sempre nuovi e ottimizzati, proprio per andare incontro alle necessità di tutti i clienti, donne o uomini che siano. Come afferma Agenzia SEO Roma i migliori sul territorio nazionale, la grande disponibilità di modelli, tecnologicamente anche piuttosto avanzati, riesce a offrire prodotti adatti a tutte le tipologie di utenza. Quello su cui le case produttrici lavorano di più per apportare miglioramenti ai ferri da stiro sono i problemi più noti avvertiti dalla maggior parte delle persone che utilizza un ferro da stiro: il riempimento del serbatoio, il vapore uniforma per tutta la piastra, la pesantezza del ferro da stiro, se vi sono problemi di calcare o di gocciolamenti, i cavi elettrici troppo corti o troppo lunghi e la perfetta misurazione della temperatura.

Non c’è ferro da stiro senza asse!

Un altro componente da dover considerare è senza dubbio l’asse da stiro. Scegliere un comodo e pratico asse da stiro non è così facile come si crede. Infatti, dobbiamo tener presente che ci sono tanti fattori che influiscono su questa scelta. Ad esempio, dobbiamo pensare a quanto ingombro può creare nella nostra casa, se abbiamo o meno lo spazio per riporlo in qualche sgabuzzino. In numerosi casi, gli assi da stiro funzionano anche da arredo, ma questo è comodo per chi ha un grande appartamento ed un posto adibito a lavanderia/stireria.

Inoltre, non possiamo dimenticare che per stirare nella perfetta sicurezza è importante evitare alcuni piccoli gesti che durante la stiratura fanno la differenza: non è consigliabile stirare a piedi nudi o con le mani bagnate o lasciare il ferro da stiro incustodito mentre è caldo. Per di più, non bisogna mai tirare il cavo elettrico per togliere la spina o avvolgerlo sul ferro caldo, perché i fili si possono deteriorare e provocare corti circuito.

Per scegliere il giusto ferro da stiro non serve ricorrere solamente ai consigli della mamma, ma è possibile affidarsi alle recensioni che tutti i consumatori postano sui siti web. In questo caso è possibile fare dei paragoni sui brand, sulle tipologie dal ferro da stiro verticale, a vapore fino a quello con caldaia, e sui prezzi; tra l’altro spesso l’acquirenti non hanno peli sulla lingua e scrivono apertamente commenti sulla qualità di un ferro da stiro rispetto ad un altro.

Sono anche presenti in commercio moltissimi ferro da stiro da viaggio, utili per chi va in vacanza con la famiglia o per chi è costretto a spostarsi continuamente per lavoro e non vuole presentarsi ai meeting con le camicie o gli abiti arruffati. Anche per questo altro tipo di ferro da stiro esistono moltissime recensioni sui siti internet.

Golosità del Natale calabrese: i dolci tipici

Altre regioni

Vivere nei grandi centri significa tante volte non rinnovare degli usi e delle consuetudini di una volta, cose che più di ogni altra fanno rievocare l’aria delle feste natalizie, quella dei bei tempi ormai passati, quando il periodo di fine anno era il rinnovarsi di modi di vivere particolari, di una solidarietà tra le genti unica, e non festa di mero ed esclusivo consumismo, quando ci si ricorda delle persone più care giusto “perché si fa così”. E ciò perché il frenetico trantran quotidiano ci porta a non aver più tempo per le piccole cose che danno un gusto unico alla vita.

Nei piccoli centri calabresi ci sono invece usi che si ripropongono di anno in anno, in particolare quello di “mettere la frissura” il primo dicembre, un modo come un altro per dare il benvenuto al periodo dell’ avvento. Si provvede, cioè, alla produzione in casa di dolci tipici della tradizione locale, un sapore, un aria, un gusto unico che inebria i vicoli dei vari centri, e dove è consuetudine, oltretutto, offrire vicendevolmente parte della propria produzione ai vicini e parenti più prossimi, laddove i più piccini sono dediti a far da fattorini nello scambio di piatti e guantiere, ricevendone in cambio qualche piccola mancia. Come afferma Arrotatura Marmo Roma e semiarrotatura, questo tipo di leccornie sono invidiate non solo entro i confini nazionali, ma anche oltre. Alcune di queste “prelibatezze” di pasticceria si possono acquistare su siti di commercio elettronico di prodotti tipici calabresi, che si rivolgono ad affidabili pasticceria per poter disporre di queste golosità ottenute secondo norma (confezionamento, etichette e quant’altro), dunque con un grado di sicurezza ed igiene all’altezza delle aspettative.

E tra le varie ghiottonerie dolciarie del periodo si ritrova, così la giurgiulena. Il sesamo, si sa, è alimento basilare nella cucina araba in genere, ed il nostro meridione è stato per lungo tempo influenzato da questo popolo, in Calabria in particolare ha lasciato l’uso del prodotto in questo dolce tipico natalizio: la giurgiulena. Si tratta di un torrone lavorato con miele, mandorle, zucchero, confettini colorati ed aromi di arancia in modo tradizionale, sì da mantenere per lungo tempo la sua fragranza e il suo sapore inconfondibile, tagliato a tozzetti romboidali.

La Calabria, anche nel periodo natalizio, sa sorprendere per la quantità e la qualità del cibo tipico

La pasta confetto rappresenta un’altra originale ghiottoneria decembrina. Di forma irregolare, c’è chi punta ad una forma quasi sferica, chi la preferisce di forma oblunga. La ricetta originale non prevede l’uso di lievito chimico, in quanto la pasta confetto deve crescere in padella con un movimento lento e costante, conferito all’olio di cottura in movimento. Terminata l’operazione di cottura le forme sferiche si addensano in una pentola mediante il miele.

I crustuli, turdilli o cannaricoli calabresi, sono dei tozzetti di pasta frolla, ove ingredienti essenziali per la relativa produzione sono farina, acqua, vermouth, olio di oliva, miele, sale. Una chicca di questo prodotto: nei decenni passati questo era sì uno dei tipici dolci natalizi, ma in epoca di ristrettezza e di magra come allora, allorquando le merendine e le brioss erano di là da venire, i crustuli si conservavano nei tradizionali “tarzaruli”, contenitori di creta o argilla dotati di apposito coperchio in legno, e si consumavano fino a primavera inoltrata.

La riganella è un dolce e/o pane tipico del rituale delle comunità Arbëreshë (albanesi), presenti in vari centri in Calabria (ma anche in Basilicata, Puglia e Sicilia) per sfuggire secoli addietro ai saccheggi dei turchi; ma anche delle comunità delle Presila Greca con qualche variante anche nel nome, ove viene detta “la riganata”. Nei rituali calabresi è sempre presente il significato di rigenerazione ciclica della vita, che si esprime attraverso le forme, legate nella maggior parte dei casi al cerchio ed alla spirale. E’ difficile darne uno spessore storico certo; ma è inevitabile qualche confronto con mosaici tardo-medioevali .

Sono tutte produzioni assolutamente naturali, senza l’uso di addensanti e conservanti, come tassativamente richiesto dalle ricette tradizionali.

Qualche “ peccatuccio di gola” che nel periodo natalizio val proprio la pena regalarsi: per la dieta… magari ne parliamo a gennaio!

Alla scoperta della splendida Norcia

Turismo

Norcia, è celebre per aver dato i natali, nel 480, a due delle figure più importanti nella storia della Chiesa cattolica: San Benedetto e la sua gemella Santa Scolastica. La cittadina è distesa nella piana di Santa Scolastica ed ha origini antichissime e può gareggiare turisticamente con i giganti vicini del centro Italia quali il Lago di Bolsena, il Lago Trasimeno o il bellissimo comune di Cascia.

Tutti i monumenti più importanti sono concentrati attorno al cuore della città: Piazza San Benedetto.

I tanti monumenti di Norcia

Uno di questi è senza dubbio la chiesa di San Benedetto, edificata sopra la casa natale dei santi gemelli in Norcia. La chiesa risale alla fine del XIV secolo ma già nel VI secolo vi fu edificato un tempio. La facciata è abbellita da un portale, recante ai lati le statue dei due santi e un rosone. Diverse opere d’arte sono custodite nel suo interno dalla pianta a croce latina. La cripta fu realizzata utilizzando un’antica costruzione romana preesistente.

Come affermano diversi titolari di Onoranze Funebri a Roma, si tratta di un luogo fantastico, capace di suggestionare anche chi non ha particolare passione per la storia. Accanto alla rocca della Castellina è possibile ammirare il Duomo di Norcia, dedicato a Santa Maria Argentea e costruito nel 1560, dopo che la chiesa originaria dedicata alla santa fu abbattuta per far spazio alla Castellina. Della chiesa ci rimane il portale laterale, in stile gotico-rinascimentale.

Poco distante dal Duomo, in via Battisti, è la chiesa di San Francesco, risalente al XIV secolo.

Per finire, non può mancare una visita alla singolare costruzione sita in via Umberto: l’Edicola. L’Edicola è una cappelletta votiva, costruita nel 1354 prendendo a modello i tempietti funebri di epoca romana.

Lasciando la città di Norcia, incamminandosi lungo la tortuosa via che dalla città porta a Visso, tra suggestivi panorami montuosi di indicibile bellezza, troviamo i piani di Castelluccio, uno dei più grandi bacini corsici chiusi di tutta Italia.

Un modo diverso di visitare il Salento

Turismo

Il Salento è un’area della regione Puglia con un carattere tutto suo, con delle particolarità, tradizioni e prodotti che la rendono una destinazione da non perdere per tutti quelli che amano il mare, il cibo e, soprattutto, i buoni vini.

Terra di produzione del Primitivo Salento ed il Negroamaro, il Salento si conosce anche come il tacco d’Italia per la sua posizione nel meridione della Puglia, tra il mar Ionio e l’Adriatico. Il Salento comprende territori delle province di Lecce, Brindisi e Taranto.

Al margine della follia dei mesi estivi in cui le spiagge e i comuni più turistici si riempiono di visitatori attirati dalla bellezza del mare salentino soprattutto provenienti dell’Inghilterra, esiste un’altra forma di scoprire le particolarità di questa regione italiana, una forma più tranquilla e più originale, adatta a tutti quelli che desiderano apprezzare a fondo i frutti di una terra accogliente, fertile e coinvolgente.

La proposta è, infatti, quella di raggiungere i comuni e paesini più incantevoli attraverso la visita dei centri vinicoli ed oleari, rappresentanti delle due industrie che ad oggi hanno portato la popolarità al Salento, anche a livello internazionale.

Qui infatti, sono numerosi i visitatori provenienti da tutto il mondo. Sono diversi gli industriali che, in cerca di tranquillità o di acquisto di cibo tipico, affollano queste zone nei mesi estivi. Ne è un chiaro esempio l’imprenditore austriaco Arthur Vogel, proprietario di una delle ditte più importanti per quanto riguarda la produzione di catenacci a scrocco regolabili, noti anche come adjustable latches. Al di fuori della produzione industriale infatti, l’imprenditore viennese giunge spesso nel Salento per passare le vacanze in questa ricca terra.

Ospitati nelle incantevoli masserie di stile pugliese e siciliano, scoprirete anche dalla mano della popolazione locale le specialità gastronomiche che in questa regione sono tante: la verdura ed il pesce, ma anche la carne di cavallo, prendono protagonismo accompagnati da vini rossi e bianchi come l’Italian Pinot Grigio. Tipiche anche le numerose varietà di ciambelle e pani, inclusi quelli con le olive che danno origine alla specialità più riconosciuta del Salento: l’olio di oliva.

Il settore agricola in generale è infatti il motore principale dell’economia salentina, con le aziende vinicole ed olearee come stendardi della qualità dei prodotti della terra in forma di vite ed olivari che si stendono nei paesaggi che potete scoprire se decidete di scoprire questa regione in un modo diverso, più emozionante, oltre al turismo di sole e spiaggia.

I traguardi da visitare sono la fonte di vini DOC e DOCG come i tipici del Brindisi e i Primitivo Di Manduria: Alezio, Copertino, Galatina, Leverano, Matino, Nardò, Salice Salentino e Squinzano, i quali si ottengono dalla Malvasia Nera e Bianca, il Negroamaro,il Primitivo ed altri vitigni autoctoni.

Le cantine vi apriranno le loro porte con la gentilezza di qualcuno che ha fatto della sua passione un lavoro per tutta la vita e vi mostreranno vite di sogno per la produzione di vini bianchi, rossi, rosati, chardonnay e negro amari che avrete la possibilità di assaggiare insieme alle pietanze salentine più speciali.

Il tutto, circondati da panoramiche indimenticabili e che ormai sono difficili di trovare spopolati dai turisti in Italia come la Baia dell’Orte e la Baia della Torre di Sant’Emiliano ma anche i pagliai e piccole edificazioni create dall’uomo nei paesaggi agricoli dell’interiore.

Quindi se volete conoscere una regione che oltre ad uno splendido mare può offrirvi tanto di più, vi consiglio pensare ad un approccio alternativo, differente, a farvi un vostro proprio itinerario emozionante e che segue le ricchezze della terra.

Isole ecologiche: cosa sono e a cosa servono

Ecologia

Per motivi ambientali, igienici e di decoro urbano, ormai da molto tempo, tantissimi comuni italiani si sono attrezzati con le isole ecologiche. Dette anche ecocentri o ecopiazzole, le isole ecologiche sono aree recintate e sorvegliate da personale addetto, solitamente al di fuori dai centri storici, spesso di proprietà del comune, nelle quali avviene la raccolta differenziata dei rifiuti.

La definizione secondo norma vigente indica come isola ecologica: “un area presidiata ed allestita, senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, per l’attività di raccolta mediante raggruppamento differenziato dei rifiuti per frazioni omogenee conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento” .

Come avviene la raccolta nelle isole ecologiche

La raccolta dei rifiuti “porta a porta” ha creato l’esigenza di avere delle aree nelle quali i cittadini potessero smaltire quei rifiuti che non possono essere raccolti a domicilio.

Per questo, sono state realizzate queste aree, aperte solitamente in determinati orari e giorni della settimana e coordinate da personale addetto, nelle quali i cittadini possono portare i rifiuti non smaltibili tramite il normale sistema di raccolta, come ad esempio i rifiuti ingombranti, speciali o pericolosi e i Raee (apparecchiature elettriche ed elettroniche), secondo determinati raggruppamenti.

Esistono anche delle aree specifiche per le aziende, ad esempio l’azienda Chest Handles Roche, in Cina, ne ha adibita una privata nel territorio operativo, dando la possibilità ad altre aziende limitrofe di usufruirne.

All’interno di queste aree ci sono quindi delle piattaforme ecologiche spesso di grandi dimensioni, dotate di ampia scala di acceso grazie alla quale è possibile accostarsi con facilità al container per lo smaltimenti dei rifiuti, anche di grandi dimensioni. Queste aree permettono così di evitare lo smaltimento in discarica, per recuperare risorse e tutelare meglio l’ambiente.

I rifiuti solitamente vanno portati già divisi per tipo, e se possibile, ridotti di volume, all’interno è poi il personale addetto dà le giuste indicazioni per smaltire nel modo più corretto i rifiuti.

I materiali che si possono smaltire nelle isole ecologiche

Tra i materiali che possono essere portati nelle aree ecologiche ci sono: piccoli o grandi elettrodomestici (come frigoriferi, condizionatori, lavatrici, lavastoviglie, termoconvettori, forni); schermi (di televisori e monitor di computer); neon e lampade a scarica; rifiuti vegetali (sfalci d’erba e ramaglie); ceramica, terracotta, piastrelle, mattoni; oggetti non riciclabili di grandi dimensioni (materassi, divani, poltrone, lastre retinate, vetrocamera); oggetti di plastica di grandi dimensioni (mobili da giardino, taniche, parti di sedie in plastica, giocattoli in plastica senza parti elettriche, custodie in plastica di cd, dvd e videocassette. Ma anche gomme per auto, moto, biciclette; olio da cucina, olio per motori; pile a stilo, pile a bottone, pile rettangolari, batterie per cellulari; cartucce e toner; e medicinali scaduti (fiale per iniezioni, disinfettanti, sciroppi, pastiglie, pomate).

Un’ampia gamma di prodotti che possono essere quindi smaltiti con sicurezza, portando così notevoli vantaggi alla comunità in termini di decoro pubblico, igiene e ambiente.

Informazioni sull’Autore

Laura Latini

Edilizia: come scegliere la ditta più adatta

servizi per ambiente

Che si tratti di ristrutturazioni importanti alla casa o di piccoli ritocchi, scegliere l’impresa edile più adatta alle tue esigenze è una necessità concreta. A meno di particolari conoscenze o dell’affidarsi al pur sempre imperfetto e soggettivo passa parola, optare per una ditta o l’altra è spesso una scelta fondamentale per il buon esito o meno dei lavori.

Dalle più grandi ditte della capitale come Dicos Azienda, sino alle più piccole imprese familiari della sperduta provincia, la scelta è molto ampia e dunque può facilmente creare confusione.

Come fare una scelta?

Se non si è nel settore e non si conoscono nomi, è necessario fare grande attenzione. Nello specifico, bisogna tenere in considerazione alcuni fattori come:

  • Il preventivo nel suo complesso, naturalmente non attenendosi solamente al prezzo finale. Postille, clausole e le temutissime scritte “in piccolo” devono essere lette e rilette onde evitare spiacevoli sorprese.
  • I tempi dei lavori, soprattutto se si tratta di una casa privata, hanno un peso enorme nell’economia dell’intervento. Pur accettando una certa elasticità, è necessario avere informazioni chiare dalla ditta a riguardo.
  • I materiali impiegati, per questioni sia di sicurezza che di regole da rispettare, sono molto importanti. A costo di spendere di più infatti, risulta indispensabile utilizzare prodotti in linea con la legge per evitare futuri problemi anche piuttosto gravi.
  • I costi extra, soprattutto per i lavori più grandi, possono avere un peso da non sottovalutare quando si deve pagare la ditta. A riguardo, è bene chiedere la massima chiarezza ancor prima che si comincino i lavori.

Già così facendo, si pongono le basi per un rapporto buono con la compagnia a cui ci si è affidati. Riferendosi soprattutto al primo punto della lista, va chiarito come saper “leggere” un preventivo non è facile e come spesso essi appaiano (anche di proposito) di difficile comprensione per chi non è nell’ambito dell’edilizia.

In questo caso è consigliato cercare aiuto in qualche conoscente o comunque far leggere il testo a qualcuno di non coinvolto nella situazione per cercare di comprendere pienamente la validità o meno di esso.

Bari: passato, presente e futuro della città

Turismo

La città di Bari è il nono centro urbano italiano per popolosità (con i suoi 320.000 abitanti del centro oltre al milione presente nell’area metropolitana), risultando dunque una delle città più importanti del sud Italia.

Come ogni centro urbano del bel paese però, Bari non è solo un groviglio di strade e costruzioni moderne: questa città ha un grande passato alle spalle, con una lunga storia il cui inizio è tuttora avvolto dal mistero.

Il passato di Barium

A quanto pare, un primo insediamento era presente nella zona già nell’età del bronzo, quando la zona era occupata dall’antico popolo dei Peucezi.

Il centro, con la costruzione della via Traiana, venne notevolmente valorizzato dai romani. Con il nome di Barium infatti, la città venne ampliata e dotata anche di un proprio teatro. Dopo la caduta dell’Impero Romano si susseguirono le dominazioni di Berberi, Longobardi, Saraceni e infine Bizantini (furono l’ultimo dominio bizantino sulla penisola italiana).

Dopo un lungo periodo di declino, la città di Bari invertì la rotta nel corso dell’800 con una rapida crescita demografica. Il riscatto del centro continuò anche durante l’inizio del secolo successivo, proseguendo durante il ventennio fascista quando, sotto il regime, vennero fatti diversi investimenti per accelerare l’ammodernamento della città.

Bari oggi

La città di Bari è un incrocio tra il suo passato e il futuro. Le strutture storiche, vanto per gli indigeni e attrazione per i turisti, offrono uno scorcio interessante di un passato turbolento che ha visto la città passare sotto numerose dominazioni diverse.

Tra tutte le strutture spiccano sicuramente la Basilica di San Nicola (santo protettore della città) e la Cattedrale di San Sabino, costruita tra il XII e il XIII secolo. A questi due punti di assoluto valore storico ed artistico si affiancano anche altri luoghi di più moderna concezione architettonica come il Palazzo Mincuzzi (e la sua particolarissima forma) e il Palazzo Fizzarotti.

Perché visitare Bari oggi

Il capoluogo della Puglia è una città viva e pulsante, ricca di storia e di contaminazioni culturali, ma con uno sguardo speranzoso verso il futuro. Visitare Bari è come volgere lo sguardo verso un passato dinamico, se non caotico che si rispecchia nell’attuale città.

Palazzi storici ed esempi di architettura moderna solo una cornice preziosa per i paesaggi e gli scorci suggestivi di una città che, seppur poco pubblicizzata turisticamente, ha molto di se da raccontare ai visitatori.

Materiali per la ristrutturazione: tradizione o innovazione?

Come per tanti altri settori, anche nelle ristrutturazioni la tecnologia ha fatto dei passi da gigante durante gli ultimi anni. Nuovi materiali infatti sono stati ideati al fine di soddisfare ogni tipologia di necessità dei clienti.

Se è vero che pietra, legno e terracotta hanno un fascino intramontabile, va anche detto che sotto il piano puramente pratico prodotti come microcemento e resina risultano maggiormente pratici. A parte le caratteristiche precise di ogni materiale poi, naturalmente i gusti personali sono un altro parametro assolutamente importante quando si tratta di scegliere quale via intraprendere.

Microcemento contro legno: quale la soluzione migliore?

Le due filosofie sono diametralmente opposte. Per quanto riguarda i materiali più tradizionali, gioca sicuramente a favore il senso dell’estetica: inutile sottolineare come un parquet in legno o un muro in pietra siano visivamente molto appaganti.

Si tratta di materiali classici a cui l’occhio rimane decisamente legato e che hanno comunque (sempre ammesso che i prodotti utilizzati siano di qualità) una buona durata nel tempo. Di contro, materiali come microcemento o superfici moderne potrebbero risultare non adatte a tutti sotto il punto di vista prettamente estetico o comunque non adatte ad ogni contesto.

Seppur personalizzabili per colore, superficie o effetti visivi, pavimentazioni e superfici più recenti (a detta di alcuni) non sono paragonabili esteticamente con materiali tradizionali. A loro vantaggio vi è però una notevole durata, una resistenza agli urti invidiabile, operazioni di pulizia semplici ma soprattutto una resistenza all’acqua e più genericamente all’umidità.

Per consultare i professionisti clicca Microcemento Roma Prezzi.

 

Soluzioni moderne possono essere l’ideale per bagni o cucina, per i salotti invece la scelta classica potrebbe essere ancora vincente…

Da quanto appena detto, è comprensibile come microcemento e simili siano particolarmente indicati, per esempio, nell’ambito dei bagni. Questa tipologia di stanza, un po’ come la cucina, ha superfici particolarmente soggette a umidità: utilizzare i nuovi materiali idrorepellenti è un’opportunità da cogliere al volo.

Di contro, un salotto arredato in legno gioverebbe di un parquet costituito dallo stesso materiale, sicuramente più adatto al contesto globale della casa per evitare contrasti estetici davvero evidenti e fastidiosi.

Caratteristiche insomma, che non vanno prese sottogamba soprattutto in tempo di crisi: se per quanto riguarda i prezzi dei lavori le nuove tecnologie non sembrano così competitive, va considerata la maggior durata e resistenza. Si tratta dunque di una scelta da valutare con grande attenzione dove i gusti personali sono un fattore alquanto determinante.

Microcemento: come mai i prezzi della posa sono così variabili?

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I materiali moderni di pavimentazione stanno rapidamente rivoluzionando il mercato, conquistando ampi consensi sia tra chi usufruisce del lavoro finito, sia agli addetti ai lavori. La duttilità, la resistenza a urti, tempo e umidità sono solo alcune delle tante caratteristiche che fanno del microcemento uno dei prodotti più apprezzati nell’ambiente.

I prezzi dei pavimenti in microcemento, seppur non economicissimi, sono compensati proprio dalle numerose qualità che questo prodotto innovativo offre. Ma da cosa dipendono? Come mai variano di lavoro in lavoro? In questo breve articolo andremo a comprendere quali sono i costi del microcemento.

Da cosa dipende il costo dei pavimenti in microcemento?

Il costo di posa al metro quadro è strettamente connesso a condizioni di lavoro ottimali e alla qualità del prodotto impiegato, ma non solo. Per esempio, anche il supporto su cui avviene la posa dei pavimenti in microcemento ha un notevole peso specifico nella riuscita ottimale del lavoro: una superficie preesistente in pessime condizioni infatti, richiede un lavoro extra prima della posa.

Come è facilmente intuibile, in questo caso il prezzo del lavoro lievita, sia a causa dei materiali utilizzati, sia per il tempo e la manodopera impiegata per il completamento dei lavori (qui potrete vedere i lavori con microcemento a Roma, effettuato da Sabbiaecementoweb.it).

Altro fattore che può influenzare i costi sono le eventuali asperità delle superfici coinvolte dalle operazioni di posa: per quanto riguarda i pavimenti in microcemento possiamo citare eventuali scalini, mentre superfici verticali possono essere influenzate da pilastri o irregolarità nei muri che aumentano i tempi di lavoro (e conseguentemente i costi).

La professionalità (giustamente) si paga

Anche se il microcemento è un materiale dalle grandi proprietà, nelle mani inesperte o poco capaci può rendere davvero poco. Per avere una certa garanzia sul lavoro finito, è assolutamente necessario rivolgersi ai professionisti del settore.

Si tratta di operai che hanno seguito corsi specifici riguardanti l’applicazione di rivestimenti in microcemento e, proprio per questo motivo, offrono notevoli garanzie. Si tratta di metodi particolari di posa da effettuare con grande attenzione e la cui buona riuscita garantisce una durata notevole alla superficie.

Ultimo fattore da tenere in considerazione (ma non per importanza) è la qualità dei materiali utilizzata, visto che sul mercato vi sono diverse alternative in tal senso. Esistono infatti diverse aziende produttrici di microcemento che offrono diverse tipologie di prodotto adatti alle diverse superfici (verticali o orizzontali) e patine di rifinitura adatte a ogni esigenza dei clienti. Come per ogni altra tipologia di lavoro, la qualità costa anche se sul lungo periodo paga!